In ricordo di Alessandra Toniolo

La mattina del 23 dicembre 2021 è venuta tristemente a mancare Alessandra Toniolo, archeologa che, per anni, ha collaborato con la Soprintendenza Archeologica del Veneto, in numerose attività di scavo e ricerca.

Specializzatasi presso l’Università di Pisa, fin dagli anni Ottanta si è occupata di cultura materiale e di commerci in epoca antica. 

Nella seconda metà degli anni Novanta ha partecipato alla fervida stagione di studio delle anfore da trasporto di età romana, che ha visto Padova, e in particolare l’Istituto di archeologia dell’Università, come uno dei principali punti di riferimento, a livello nazionale, delle ricerche su questa classe di materiali.

Le sue pubblicazioni, in modo particolare quelle dedicate alle anfore di Altino e di Adria, si contraddistinguono per il rigore scientifico, cui si coniuga una particolare attenzione all’aspetto didattico, ovvero testi e immagini illustrativi dei diversi aspetti funzionali di questi particolari contenitori da trasporto che a molti evocano il mondo romano, tanto sono noti e diffusi.

Per molti anni si è anche dedicata con rigore al lavoro di catalogazione e di sistemazione del Catalogo della Soprintendenza del Veneto.

A lei si deve poi l’allestimento del Museo Civico di Chioggia, presso il complesso di San Francesco fuori le mura, del quale, per un periodo è stata curatrice; ha collaborato poi con l’Universitat Autonoma di Barcellona, occupandosi ancora una volta di anfore e approfondendo i temi legati alle produzioni iberiche.

È stata inoltre parte attiva nello studio dei materiali del carico della nave romana Iulia Felix di Grado e pienamente coinvolta nella stagione di studi dei materiali archeologici provenienti dagli scavi effettuati nella Laguna di Venezia; fra i molti e preziosi contributi, ricordiamo con piacere lo studio dell’anfora iscritta di San Francesco del Deserto e l’appassionato e prolungato impegno per il progetto di allestimento dell’antiquarium di Lio Piccolo, in Laguna Nord.

Alessandra è stata una persona colta e garbata, animata da una curiositas coniugata a un aspetto non comune del mestiere, quello di associare lo studio scientifico a temi divertenti.  Partendo dal volume di ricette romane di Apicio e altre fonti antiche, si dilettava ad organizzare cene ‘alla romana’, con i dovuti aggiustamenti gastronomici. Piace pensarla in una dimensione dove la sua dote di coniugare sapere e divertimento continui a renderla unica nel suo genere.

Di Alessandra resta l’eredità dei suoi studi; nessuno, tra chi l’abbia conosciuta, può dimenticare il ricordo del suo sorriso, la gioviale risata, una parola per tutti, perché tutti la conoscevano. Ma è certamente corretto ricordare anche alcune sue appassionate “invettive” contro il mondo presente, ed in particolare la sua onestà intellettuale nel rappresentare le grandi difficoltà e le sfide che gli archeologi si trovano ad affrontare di continuo, a volte con esito incerto. 

Grazie, Alessandra, per quanto hai condiviso con chi ha avuto l’opportunità di lavorare con te, o anche solo incontrarti. Nessuno è così lontano se lascia tanto su questa terra, che ti auguriamo sia più che lieve.

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