Comunicato congiunto API – Assotecnici

Ci risulta incomprensibile la recentissima posizione di Legambiente in merito a quanto sollevato dalle nostre Associazioni e da una nutrita serie di rappresentanze del mondo imprenditoriale ed universitario in merito ai rischi connessi ai contenuti della bozza di decreto del MiTE inerente una serie di agevolazioni o regolamentazioni amministrative di progetti ed opere destinate al PNRR nel quadro della cosiddetta “Transizione Ecologica”.

Da un lato, come spesso accade, si additano le Soprintendenze come principale ostacolo al progresso e alle trasformazioni necessarie per un Paese moderno, in difficoltà certamente per le conseguenze della pandemia ma anche per problematiche strutturali non certo nuove. Rileviamo che non solo il bersaglio appare ingiustificato per il fatto che le nostre posizioni sono condivise -appunto- da realtà imprenditoriali ed universitarie ma anche per il fatto che -in quanto organo tecnico- le Soprintendenze hanno comunque il diritto e il dovere di porre all’attenzione, nei limiti a loro concessi dalla normativa di settore, iniziative che possono creare dei rischi per la tutela del patrimonio culturale e del paesaggio, che la nostra Costituzione rileva come fondativi della nostra identità e oggetto di una tutela prioritaria per l’interesse nazionale.

Nel merito, poi, non si comprende come possa essere sostenibile che Legambiente critichi una posizione che pone all’attenzione tematiche che da sempre stanno a cuore proprio alla stessa Legambiente. Ci meravigliamo, in questo caso, di una certa superficialità nell’esame delle proposte di iniziativa del MiTE, che secondo noi nulla hanno a che vedere con un concetto moderno, sostenibile e avanzato, di vera “Transizione Ecologica”.

Il rischio è proprio che, sotto questa etichetta “panacea”, si concretizzi un piano nazionale di Transizione Eco-Illogica, nella quale ogni settore meritevole di tutela potrà essere sacrificato in nome di impianti ed opere di ogni tipo.

Ci dispiace ma non è in questo modo che il Paese trarrà giovamento dalla disponibilità di fondi straordinari; non è piegando la legge a proprio piacimento né interpretandola con etichette roboanti e suggestive che si riuscirà a rendere il Paese degno di se stesso.

Foto di Samuel Faber da Pixabay

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