Risposta API-MiBACT al messaggio di auguri dell’On. Ministro

Onorevole Ministro,

abbiamo ricevuto prima delle feste, nella casella di posta elettronica istituzionale, i Suoi auguri di buon Natale. È stata sicuramente una piacevole sorpresa per i lavoratori del MiBACT: un segno della Sua vicinanza ai dipendenti del Ministero, che in questi ultimi due anni si sono sentiti spesso soli ad affrontare le problematiche di una riforma che ha provocato e continua a provocare una serie di criticità delle quali non sempre pare esserci piena contezza nelle stanze del Collegio Romano.

Non possiamo non concordare con Lei sul fatto che l’Italia costituisca un punto di riferimento per la tutela e la valorizzazione dei Beni Culturali, e siamo consapevoli che questo è stato possibile finora grazie all’impegno e all’abnegazione di chi lavora nel settore, dentro e fuori il Ministero, pur tra mille difficoltà.

Rimaniamo tuttavia perplessi per i toni usati nel Suo messaggio: il nuovo assetto che il Ministero ha ricevuto è ben lungi dall’essere perfetto. I cambiamenti, operati attraverso due passi successivi (peraltro con strumenti normativi mai prima adottati per la riorganizzazione di un Ministero), che hanno decretato prima l’innaturale separazione di musei e valorizzazione e poi la soppressione de facto delle Soprintendenze Archeologia, Istituti di tradizione centenaria di ricerca, tutela e valorizzazione, senza per altro provvedere ad un preventivo adeguamento dei nuovi uffici e a definire procedure operative chiare, hanno comportato un aggravamento dei problemi che si tentava di risolvere.

Il rischio mortale è la definitiva derubricazione delle Soprintendenze da luoghi in cui la tutela, la ricerca e la valorizzazione convivevano in un rapporto di inscindibile reciprocità, a meri uffici burocratico-amministrativi. Non bastano, a mantenere il buon nome della Nazione in campo di Beni Culturali, poche vetrine, come Pompei (che ben funziona anche perché si sono incrementate le risorse umane e finanziarie), mentre si lasciano in agonia le altre strutture territoriali, che sono state e sono ancora, nonostante tutto, la linfa vitale di quel museo diffuso che è la riconosciuta peculiarità italiana.

Sul fronte del personale, certo, qualcosa si sta muovendo, soprattutto attraverso il nuovo concorso; attendiamo con impazienza la sua conclusione e l’immissione in ruolo anche nelle Soprintendenze dei nuovi funzionari, che saranno comunque una goccia nel mare dei pensionamenti. Rimangono anche in questo settore dei punti a nostro avviso oscuri. A che scopo operare, in parallelo al concorso, una selezione di sessanta “funzionari ad orologeria”? Che futuro si prospetta per essi? A che pro “esternalizzare” attraverso Ales la selezione di figure amministrative, anch’esse a tempo determinato, invece di recuperare risorse per assumere a tempo indeterminato anche in questo settore, cruciale e non meno in sofferenza rispetto ai ruoli tecnici?

Nonostante il momento di dura transizione che stiamo vivendo sulla nostra pelle, nonostante molti di noi si sentano messi da parte nelle proprie competenze e professionalità, siamo davvero lieti che riconosca l’impegno di tutto il personale e il coinvolgimento di esso nella gestione del post-sisma. Pur con i grossi problemi organizzativi che anche in questo caso si sono verificati, i colleghi impiegati sul terreno hanno dimostrato davvero, come Lei stesso riconosce, “grandissima professionalità e abnegazione oltre ogni limite”. Questo è lo spirito con cui la stragrande maggioranza dei funzionari del MiBACT affronta il proprio lavoro, nel quotidiano come nelle emergenze, dal piccolo cantiere di scavo, alla gestione dei grandi progetti ministeriali.

Le chiediamo dunque, signor Ministro, di non dimenticare quanto possa essere grande e appassionato il contributo che ognuno di noi può offrire al miglioramento della nostra struttura.

L’errore più grande che potrebbe verificarsi sarebbe cambiare interamente la macchina del MiBACT senza coinvolgere in alcun modo, neanche nel tavolo tecnico recentemente istituito, quanti quella macchina contribuiscono a far funzionare, ogni giorno, con spirito di servizio, dedizione, abnegazione.

Tutti noi serviamo fedelmente la nostra Costituzione; tutti noi cerchiamo costantemente, con il nostro lavoro, di rendere concreti e vitali i principi teorici in essa contenuti.

Ci auguriamo davvero che l’anno che viene possa portare per il nostro Ministero un cambio di passo, che ci consenta di uscire dalla transizione attuale anche avendo il coraggio, se necessario, di ritornare su alcune scelte. Ci auguriamo anche che tutti i nostri colleghi impegnati nei territori colpiti dagli episodi sismici del 2016 possano disporre di sempre più mezzi e risorse per il compito che si trovano ad affrontare. Un pensiero particolare va a tutti loro.

Noi, ancora una volta, offriamo la nostra disponibilità con il consueto spirito di servizio e confidiamo davvero di poterLa vedere presto anche fra di noi, in ogni Regione, in ogni Ufficio, per toccare con mano i delicati ingranaggi che i nostri predecessori hanno mosso e che con fatica muoviamo tutti noi ogni giorno, perché spesso, come recita una canzone di John Lennon, “La realtà toglie molto all’immaginazione”.

Buone feste e buon Anno, Onorevole Ministro

Roma, 5 gennaio 2017

Archeologi Pubblico Impiego (API) – MiBACT

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